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giovedì, 14 settembre 2006

Comincerò

    Comincerò a postare domattina, forse con più voglia.
postato da: incomode alle ore 22:54 | link | commenti
categorie:
lunedì, 26 giugno 2006

Treno Milano-Lugano solo andata

Forza caro Umberto, ora sii coerente!
postato da: incomode alle ore 15:58 | link | commenti (2)
categorie: politica, referendum

L'utilità dello sconosciuto

Provo spesso noia a leggere le normali cose quotidiane di sconosciuti. Ritengo che le cose che scrivo qui sopra sia no ciarpame che potrebbe benissimo fare a meno di esistere, e lo scrivo più per rimandare lo studio che per voglia di farlo. Di riflesso anche le cose che leggo possono benissimo per me restare ignote: non cambia niente. Eppure per caso  puoi leggere di un sogno altrui e dal gorgo della memoria ritrovi un'immagine che non credevi di avere serbato e ringrazi che per vie diversissime uno sconosciuto abbia sognato di un pony
postato da: incomode alle ore 09:28 | link | commenti (2)
categorie: diario, blog, relazioni, sciocchezze
martedì, 20 giugno 2006

Speranza

E se stavolta la mafia perdesse davvero, che primavera aspetterebbe noi siciliani?
postato da: incomode alle ore 09:24 | link | commenti
categorie: politica, mafia, società
venerdì, 09 giugno 2006

Dell'impoetico nel blog

Il 900 ci ha abituati all'impoetico. C'erano una volta i tabù, cose di cui non si poteva fare poesia, che erano per l'appunto impoetiche. Tanto che Pascoli in un suo luogo, ed ora non ricordo nemmeno dove, afferma come in poesia i cavalli posson correre, schiumare, sudare financo ma non stallare. (Mi si perdoni la citazione impropria: conta il concetto). Poi si pensò che la poesia potesse dir tutto e che ahimè! tutto disse con D'Annunzio, al punto che non c'era più niente da dire. Ed è inutile srotolare lo scoppio novecentesco della lirica! Ma non si conosceva l'abisso della canzone. Questa confusa impropriamente con la poesia, ma molto più accessibile e simpatica, ha saputo veramente dir tutto e, con impertinenza, lo ha detto. La canzone è l'espressione più alta della vacuità delle parole. Che spesso dicono per non rivelare niente, si susseguono come una catena inutile che non comunica alcunché. Nemmeno la poesia ha voluto sempre dire qualcosa, però l'ha detta. Poeticamente. La canzone invece si è difesa con la musica. Non ha bisogno di dire poeticamente perchè la musica supplisce a questa sua deficienza. E dice tutto. E dice più dell'impoetico, giacchè è essa stessa  "l'impoetico".
I blog sono il luogo per eccellenza dove tutto si può dire e dove tutto è detto. Spesso sono zeppi di poesie che dicono a volte cose anche interessanti, ma lo dicono canzonettisticamente.  Nel blog l'impoetico (non per contenuto ma per forma) ha ormai, un secolo dopo D'Annunzio, il suo spazio di elezione e la sua dignità: la sua vittoria conteggiata sui numeri e sul suo successo. E la canzone, che oggi sempre più spesso si vuole sostituire alla poesia e che in realtà ne è la sclerosi, diventa il canone della im-poetica dei blog.
postato da: incomode alle ore 11:12 | link | commenti
categorie: poesia, riflessioni, blog
lunedì, 05 giugno 2006

Telecom

Telecom vuol 150 euro che non gli spettano, e mi hanno detto: paghi che tanto poi rimborsiamo! Ma sono scemi?
postato da: incomode alle ore 11:20 | link | commenti (1)
categorie:
domenica, 12 marzo 2006

Pirandellismi


Perché, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c'è, c'è, ce lo sentiamo tutti qua, come un'angoscia nella gola, il gusto della vita, che non si soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è cosi sempre ingorda di se stessa, che non si lascia assaporare. I1 sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro. I1 gusto della vita ci viene di là, dai ricordi che ci tengono legati. Ma legati a che cosa? A questa sciocchezza qua... a queste noje... a tante stupide illusioni... insulse occupazioni... Sì, sì. Questa che ora qua è una sciocchezza... questa che ora qua è una noja... e arrivo finanche a dire, questa che ora è per noi una sventura, una vera sventura... sissignori, a distanza di quattro, cinque, dieci anni, chi sa che sapore acquisterà... che gusto, queste lagrime... E la vita, perdio, al solo pensiero di perderla... specialmente quando si sa che è questione di giorni...
postato da: incomode alle ore 12:32 | link | commenti (1)
categorie: citazioni, pensieri, riflessioni, teatro
domenica, 05 marzo 2006

A proposito di...

Leggevo su questo post di una certa diffidenza verso la psicologia. Beh credo che questa resistenza nei confronti della psicologia sia sbagliata, soprattutto perché la disciplina ha riscontri sperimentali e terapeutici (come dicevo nel commento). Poco vale che gli psicologi abbiano gli stessi problemi dei comuni mortali, sia perché questo non inficia di molto la loro professionalità (chiunque riesce a fare il suo mestiere anche se ha problemi normali) sia perché non è necessario aver raggiunto uno stato di nirvana per fare lo psicologo. Oltre a questo è prescrizione delle principali scuole avere fatto un lavoro preliminare su se stessi. E poi la psicologia non coincide tout court con la psicoterapia. Io credo che si debba guardare con meno sospetto alla psicologia, compreso alle tante varianti delle psicologie del profondo: quello che conta sono i risultati e questi spesso ci sono, è ovvio però che affinché ci siano veramente il rapporto terapeuta-assistito si debba basare su presupposti di reciproca accettazione. In fin dei conti perché tutti se abbiamo un malanno fisico corriamo dal medico e non potremmo fare altrimenti con la mente?
Oltre a ciò mi sembra un po' presuntuoso, sia detto senza astio o polemica, dire che c'è la gente normale, come diceva nel suo post Veliero, felice perché non si pone domande. Non credo che quella sia la ricetta della felicità né credo che ci siano così tanti felici nel mondo. Né credo ancora che a chi piace Vasco Rossi o anche Costantino, non piaccia porsi domande. Costantino è visto perché in tv ci sono solo tanti costantini, e la nozione di pubblico televisivo non rende giustizia agli spettatori reali che spesso sono migliaia di volte più intelligenti del programma (stupido) che guardano. La volontà o la convizione che a fare audience siano solo scemenze è una tattica aziendale per offrire prodotti scadenti e a costi di produzione miserrimi. Ma mentre al supermercato possiamo rifiutarci di comprare un prodotto noto per la sua pessima qualità, la televisione, che non ci offre uno scaffale pieno alla stessa maniera e che per sua natura è autoritaria - non prevede un dialogo come fa questo blog, ma un monologo - ci costringe alla spazzatura, a meno di non vederla (cosa che ritengo migliore).
postato da: incomode alle ore 16:01 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, riflessioni, diario, psicologia, blog, televisione, relazioni, tv
sabato, 04 marzo 2006

È come se ogni cosa restasse sospesa, chiedendo uno spazio per una propria possibile vita. È come se la natura delle cose si mostrasse più vera, perché di un ordine di verità nascosto, intimo e pertanto rivelatore. Nella nebbia di questa mattina è come se la mia vita di ignoto passante chiedesse di disperdersi in una esigenza di luce.
postato da: incomode alle ore 08:05 | link | commenti
categorie: pensieri, riflessioni, diario, blog
domenica, 26 febbraio 2006

Ma dove porta...

postato da: incomode alle ore 09:57 | link | commenti (2)
categorie: immagini, diario, foto, blog, campagna